La Visibilità come Modello Collettivo: pericoli e possibilità della Rete.
Bianchi Mian, Druetta, Pisterzi.

Fotografia di Mariagrazia Lubrano

La “visibilità” è modello mentale e di comportamento collettivo che tende a relegare nell’invisibile il malessere individuale e sociale, mettendo a tacere le devianze dalla norma condivisa.
Il poter raggiungere le persone da un capo all’altro del globo grazie alla rete può sì fornire lo spunto per nuovi modelli di relazione umana ma, perché ciò accada, occorre una riflessione comune che è ancora lontana dall’essere messa in gioco.
Social/sociale appaiono due elementi estremi che fungono da confini agli individui oscillanti tra l’essere qui e il desiderio d’altrove, tra l’agire reattivo dominato dall’impulsività e la riflessione, alla ricerca di un equilibrio possibile tra il porre se stessi come unico interlocutore e la perdita del Sé nell’identificazione con il sociale. Come possiamo noi di ARPE portare alla luce spunti di coscienza?
L’economia e la politica sono indissolubilmente in dialettica. La potenza che appartiene all’economia di incidere sulle nostre vite e nelle nostre relazioni ci rimanda alla questione del nomadismo economico, culturale e politico nelle varie direzioni geografiche e storiche. Molta letteratura descrive come il nomadismo crei disagio e incida negativamente sullo sviluppo della democrazia, aprendo sfaccettature di malessere o slatentizzando sofferenze.
La Psicologia d’Espatrio porta qualità nel mare magnum del web, perché offre una relazione di parola in lingua madre, per collegare la facciata condivisa e la realtà del sentire comune che è pregno di angoscia del futuro – delle genti, degli Stati, della democrazia. Un antidoto al visibile nel web, tra luci e ombre della rete, che riprende il filo e mantiene la connessione, il ponte con le radici, in un percorso che è formativo, di sostegno, ed è terapeutico nonché preventivo della frattura che coglie oggi l’individuo costretto al nomadismo mentale, prima di tutto, e concreto – la rapidità, lo sradicamento continuo, quotidiano.